Non è mia abitudine lamentarmi della fatica. Mi piace la fatica. Mi fa sentire utile e produttivo.
In questi giorni però sento di avere raggiunto un nuovo limite fisico. Non credo di esseremi mai spinto così in là per un periodo prolungato...
La mia giornata:
8.00 prima sveglia
8.15 seconda sveglia
8.20 bagno
8.35 auto
9.10 ufficio
12.10 bar sopra l'ufficio + siga
13.00 ufficio
18.15 auto
18.30 studio
canta,canta,canta,canta,canta,canta,canta,canta,canta,canta,canta,canta,canta,
sigaretta,
canta,canta,canta,canta,canta,canta,canta,canta,canta,
pizza al taglio,
canta,canta,canta,canta,canta,canta,
tisana,
canta,canta,canta,canta,canta,canta,canta,canta,
sigaretta,
canta,canta,canta,canta,canta... delirio...
2.00 auto
2.20 casa
2.40 zzzzz
A volte ho l'impressione di perdere il mio tempo...
Alle volte ne ho la certezza...
Staremo a vedere ma per ora ho 10 epezzi finiti 14 tisane di cui 11 al limone e zenzero 40 sigarette in corpo e 65 ore di sonno arretrate.
J.
giovedì 28 febbraio 2008
mercoledì 27 febbraio 2008
BOLOGNA
Siamo stati selezionati per il Bologna Music Festival...
Lascio il sito per dare un'occhiata alla manifestazione.
http://www.bolognamusicfestival.it
Vado in studio.
Giacomo
Lascio il sito per dare un'occhiata alla manifestazione.
http://www.bolognamusicfestival.it
Vado in studio.
Giacomo
lunedì 25 febbraio 2008
Track List
Non in ordine da CD
** da ultimare voci
*da ultimare cori
Settembre
Nuova Identità
La differenza**
Spazio per capire
Dosi
Anime chiare**
Perfetto*
Labirinto**
Il viaggio
Meglio di così
1000 colori**
Il meglio di me
La settimana appare in salita.
** da ultimare voci
*da ultimare cori
Settembre
Nuova Identità
La differenza**
Spazio per capire
Dosi
Anime chiare**
Perfetto*
Labirinto**
Il viaggio
Meglio di così
1000 colori**
Il meglio di me
La settimana appare in salita.
mercoledì 20 febbraio 2008
Momenti

Sto ascoltando Pearl Days di Elisa...
Bel pezzo... davvero un bel pezzo...
Mi fa un male sentirlo... ascoltare l'apparente facilità con cui lei canta... la perfetta architettura del pezzo, delle frequenze, il cristallo nascosto dietro quella voce esile e salda allo stesso tempo.
Che male.
E' per questa ragione che non posso fare a meno di ascoltarlo e non posso fare a meno di non ascoltarlo.
E' una tortura. Una tortura.
Giacomo
E' tempo d'immagine
L'immagine dell'albero nel blu, che sicuramente non è passata inosservata nel precedente post, è opera della fotografia e dalla capacità compositiva di Stefania. Stefania è una giovane fotografa che sotto nostra richiesta ha deciso di completare il lavoro dei Mogo con una delle sue opere. E' auspicabile che la collaborazione così fruttuosa fino ad ora, continui. Noi ce lo auguriamo.
Per il momento l'immagine in questione è destinata alla copertina del disco in lavorazione e come sfondo base della home page. Si tratta quindi dell'immagine del disco. Un lavoro che ad oggi ha impiegato 5 mesi di fatiche ma di grandi gioie.
Nell'attesa di vedere applicata alle atmosfere un po' decadenti, retrò ed evocative dei pezzi dei mogo l'immagine della suddetta artista, invito gli avventori di questo blog a visitare il suo album fotografico personale sul sito flickr.
Album
Buona navigazione.
Mogo
Per il momento l'immagine in questione è destinata alla copertina del disco in lavorazione e come sfondo base della home page. Si tratta quindi dell'immagine del disco. Un lavoro che ad oggi ha impiegato 5 mesi di fatiche ma di grandi gioie.
Nell'attesa di vedere applicata alle atmosfere un po' decadenti, retrò ed evocative dei pezzi dei mogo l'immagine della suddetta artista, invito gli avventori di questo blog a visitare il suo album fotografico personale sul sito flickr.
Album
Buona navigazione.
Mogo
venerdì 15 febbraio 2008
la fragilità assunta a piccole dosi

Dosi provino:
http://www.mogo-music.com/album/dosi.mp3
Martedì ho inciso le voci di Dosi. Dosi è un pezzo delicato. La sua interpretazione è basata sulla multitimbricità. La voce deve cambiare timbro tra la strofa e l'inciso e all'interno dell'inciso, molte volte.
Ero stanco, molto stanco. Sono giornate dure al lavoro. Il disco è da 3 mesi in lavorazione. E' un tempo irragionevole per chi ha già pezzi e arrangiamento finiti da anni.
C'è una pressione non indifferente che ci diamo noi, che arriva dall'esterno. Davide sta contemporaneamente lavorando per noi e ultimando il suo disco per il suo contatto.
L'altra sera avevo un inspiegabile patina di segatura tra l'diea della mia voce e quello che sentivo uscire. Sul timbro soffiato non c'erano molti problemi... anzi, alle volte è venuto fuori un graffiato davvero intrigante.
Il momento davvero tragico è stato quando è stato il caso di passare dal timbro flautato a quello in maschera... è in quel caso la voce dovrebbe prendere l'ascensore e salire di quei 14 piani. Suonare in testa, in gola e uscire tra le narici e il labbro superiore... e invece era giù. Nelle caverne di Mordor arpionata dagli artigli degli orchi Marlboro e degli Uruck influenzali. Ci sono molte altre cause a questo... lo stress... la situazione psicologica... l'umore.
La voce è lo strumento più delicato e più legato all'essere umano che esista. Immagino la voce come la vera emissione gassosa dell'anima. Se avesse un colore sarebbe eterogeneno... ci sarebbe una tinta unita di fondo ma poi cambierebbero i contorni, la consistenza e l'aspetto delle venature.
L'altra sera era grigia... i contorni sfumati e irregolari... come avvolta da un banco di nebbia.
Mi sono sentito così inutile. Così inadeguato.
Parlandone con il gruppo e gli amici dopo 2 giorni di distruzione interiore il verdetto era unanime:
"Bè? Capita una giornata no!!"....
Uh... azz non ci avevo pensato. Però molti dubbi mi attanagliano ancora.
Alle volte penso che questo disco sarà il mio ultimo tentativo da interprete/autore.
Giacomo
Martedì ho inciso le voci di Dosi. Dosi è un pezzo delicato. La sua interpretazione è basata sulla multitimbricità. La voce deve cambiare timbro tra la strofa e l'inciso e all'interno dell'inciso, molte volte.
Ero stanco, molto stanco. Sono giornate dure al lavoro. Il disco è da 3 mesi in lavorazione. E' un tempo irragionevole per chi ha già pezzi e arrangiamento finiti da anni.
C'è una pressione non indifferente che ci diamo noi, che arriva dall'esterno. Davide sta contemporaneamente lavorando per noi e ultimando il suo disco per il suo contatto.
L'altra sera avevo un inspiegabile patina di segatura tra l'diea della mia voce e quello che sentivo uscire. Sul timbro soffiato non c'erano molti problemi... anzi, alle volte è venuto fuori un graffiato davvero intrigante.
Il momento davvero tragico è stato quando è stato il caso di passare dal timbro flautato a quello in maschera... è in quel caso la voce dovrebbe prendere l'ascensore e salire di quei 14 piani. Suonare in testa, in gola e uscire tra le narici e il labbro superiore... e invece era giù. Nelle caverne di Mordor arpionata dagli artigli degli orchi Marlboro e degli Uruck influenzali. Ci sono molte altre cause a questo... lo stress... la situazione psicologica... l'umore.
La voce è lo strumento più delicato e più legato all'essere umano che esista. Immagino la voce come la vera emissione gassosa dell'anima. Se avesse un colore sarebbe eterogeneno... ci sarebbe una tinta unita di fondo ma poi cambierebbero i contorni, la consistenza e l'aspetto delle venature.
L'altra sera era grigia... i contorni sfumati e irregolari... come avvolta da un banco di nebbia.
Mi sono sentito così inutile. Così inadeguato.
Parlandone con il gruppo e gli amici dopo 2 giorni di distruzione interiore il verdetto era unanime:
"Bè? Capita una giornata no!!"....
Uh... azz non ci avevo pensato. Però molti dubbi mi attanagliano ancora.
Alle volte penso che questo disco sarà il mio ultimo tentativo da interprete/autore.
Giacomo
martedì 12 febbraio 2008
...come avevo voglia

Mi trovo a scrivere di una cosa singolare che mi è cpaitata in studio. Durante l'incisione della voce. Prima mi piacerebbe anche per dovere di cronaca descrivere un po' come Davide ha agghindato la sala di ripresa.
1. Ha costruito un gabbiotto con pannelli di plexyglass e gommapiuma chiuso su tre lati con il materiale insonorizzante all'interno.
2. un mobile con l'amplificatore per le cuffie, qualche effetto dimenticato e un vecchio televisore collegato a un lettore DVD con sopra alcuni film d'epoca, si erge di fronte a me, dietro al microfono. Dietro tutto questo c'è il vetro della regia.
3. due candele accese appoggiate su una testata mesa appoggiata a una cassa marshall.
4. una batteria montata.
5. Un divanoletto a volte a perto... a volte chiuso. Dipende da che suono si vuole dare alla stanza (gulp!!)
6. luci di natale alle pareti.
In questo ambiente mi viene richiesto a volte di rimanere dentro il gabbiotto, a volte di uscirne e stare davanti ad esso rivolto verso il suo incavo.
L'altro giorno incidevo "Settembre". Dopo i primi take, Davide arriva di là e mi chiede di cantare più lirico. Più evocativo. Tenendo presente che proprio lui circa 3 anni fa mi disse di cantare meno lirico, la cosa mi ha fatto specie.
La cosa più importante che Demetrio Sartorio mi ha detto nelle sue elucubrazioni "viaggianti" è stata (musica da film, mano sulla spalla, primo piano dell'oratore con testa dell'ascoltatore in primissimo piano sfocata dal dof): "Ragazzo, nessuno può insegnarti come cantare". Che poi non è vero. I consigli di una persona più scafata su intonazione, appoggio, respirazione, emissione sicuramente sono preziosi... ma l'interpretazione di un pezzo non te la può insegnare nessuno. Può dirti il suo punto di vista che tu puoi condividere... ma sarebbe come dirti cosa ti piace. "Senti, fatti piacere questo cioccolato come piace a me!".
E alla fine l'ho cantata come avevo voglia.... e sono felice di questo.
mmmmm... non frega a nessuno... ma del resto un blog, non è un insieme di cose che attualmente non fregano a nessuno ma potenzialmente invece sì (?)
Giacomo.
domenica 10 febbraio 2008
...non siamo morti.


Ieri sera, sabato 09/02 siamo stati al Magazzino di Gilgamesh Per Rock Targato Italia 2008.
Siamo arrivati alle 16.20 puntuali oltre ogni aspettativa. Effettivamente eravamo gli unici. E lo siamo stati per un bel po'.
Le prove suoni sono andate bene. Giulio, il ragazzo al mixer, è stato gentile e competente... e veloce. Abbiamo portato dal vivo per la prima volta una traccia sincronizzata via click in cuffia. Si tratta della traccia originale di archi messa su "Settembre" nel disco.
L'esperimento è stato un successo. Nelle prove suoni i livelli sembravano buoni e i rientri sul palco anche.
Ore 18: prove suoni finite. La pancia chiama. In via Cibrario oltre ad esserci una mezza dozzina di bar con isengne fotocopia ci sono anche un paio di ottimi kebappari. Ed è stato uno di loro a nutrirci. Tutto ottimo. Piccante, piuttosto pesante ma ottimo. Del resto prima di una performance del genere un bel 3 etti di vettovagliamento dalla forma indefinita cipolle e salse, non possono che fare bene.
Ore 22.17:
il locale era gremito. Lo spirito agonistico se c'era non si sentiva. Sì, capita che i componenti degli altri gruppi ti guardino un po' "strano" ma tendo a definire questi sguardi più del tipo "Ti ho già visto da qualche parte... suonavi al concerto del liceo tale nel 1998...?" oppure "Sei mica tu quello che ha fatto le prove prima di noi?".
La serata è andata bene. Siamo stati tranquilli tutta la sera. Abbiamo raggiunto una bella armonia di gruppo. Cazzeggio, sigarelle, birrozzi, si parla di musica, di pubblico, di disavventure e non si pensa alla performance... non è il caso. Quella sarà il pensiero principe per i 3 minuti di cambiopalco.
La performance in oggetto non possiamo giudicarla noi. Io posso dire che il pubblico era caldo e ci sentivamo bene. Mi sono emozionato e divertito e ringrazio tutti coloro i quali hanno condiviso con me la cosa. La band, i vecchi amici tra il pubblico e anche quelli nuovi.
Siamo passati alle finali regionali. Per ora siamo contenti così. Abbiamo cose in mente per la prossima comparsata... cose strane. Cose nuove. Suoni malati... forse un percorso sonoro di 20 minuti.
Per ora grazie a tutti.
Giacomo
P.S. x Cece: SPARTANIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!
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