martedì 25 marzo 2008

RTI 2008

Mi sembra doveroso informare gli amici che bazzicano su questo blog riguardo l'esito della finale di Rock Targato Italia.
Non siamo passati in finale.
Questo un po' ci fra venire l'amaro in bocca ma poi nemmeno tanto.
Abbiamo avuto una risposta dal pubblico in sala molto soddisfacente. Molte facce sconosciute si sono fatte deluse. Una di queste si è anche presentata alla giuria coprendola di insulti. Un signore rubicondo con uno spolverino tipo tenente colombo addosso. Si è preso la briga, prima di uscire, con lo spolverino addosso di andare a coprire di improperi il presentatore che con un espressione arrendevole ha giurato di non c'entrare niente con la decisione.
Altri gruppi come i Wanderfate (Complimenti a loro... ottima musica di quella con cui sono cresciuto) sentivo che nominavano i Mogo nei loro pronostici prima e nei loro discorsi dopo il verdetto. Non sanno quanto noi abbiamo parlato di loro a cena (Molto bravi ragazzi). I complimenti degli Electra. Le "scuse" di alcuni componenti della giuria che hanno ammesso che lo "stacco" con gli altri era notevole. Stacco che onestamente io stesso non ricosnosco. Il chiacchiericcio che sibiliva vicino agli amici fatto da estranei che inorgogliva e il calore e la stima degli amici e poi gli applausi. Alla una di notte dopo 6 gruppi siamo riusciti a fare applaudire tutti... beh... possono sembrare
magre consolazioni ma in verità non lo sono. In un contesto del genere un passaggio alla finale sarebbe stato nè più nè meno una ciliegina su una torta molto dolce.

Complimenti a tutti. Noi ci siamo divertiti. Siamo stati bene. Abbiamo suonato e fatto sentire la nostra musica. Abbiamo portato a casa anche un contatto con la bliss. Un appuntamento per la consegna di un provino e un colloquio per i prossimi giorni. Per carità... di colloqui con discografici ne abbiamo avuti tanti, si rimane con i piedi per terra, ma alla fine a casa anche questa volta, qualcosa l'abbiamo portata.

Grazie a tutti... di cuore.

Giacomo.

giovedì 28 febbraio 2008

Lavorando... lavorando

Non è mia abitudine lamentarmi della fatica. Mi piace la fatica. Mi fa sentire utile e produttivo.
In questi giorni però sento di avere raggiunto un nuovo limite fisico. Non credo di esseremi mai spinto così in là per un periodo prolungato...

La mia giornata:
8.00 prima sveglia
8.15 seconda sveglia
8.20 bagno
8.35 auto
9.10 ufficio
12.10 bar sopra l'ufficio + siga
13.00 ufficio
18.15 auto
18.30 studio
canta,canta,canta,canta,canta,canta,canta,canta,canta,canta,canta,canta,canta,
sigaretta,
canta,canta,canta,canta,canta,canta,canta,canta,canta,
pizza al taglio,
canta,canta,canta,canta,canta,canta,
tisana,
canta,canta,canta,canta,canta,canta,canta,canta,
sigaretta,
canta,canta,canta,canta,canta... delirio...
2.00 auto
2.20 casa
2.40 zzzzz

A volte ho l'impressione di perdere il mio tempo...
Alle volte ne ho la certezza...
Staremo a vedere ma per ora ho 10 epezzi finiti 14 tisane di cui 11 al limone e zenzero 40 sigarette in corpo e 65 ore di sonno arretrate.

J.

mercoledì 27 febbraio 2008

BOLOGNA

Siamo stati selezionati per il Bologna Music Festival...

Lascio il sito per dare un'occhiata alla manifestazione.

http://www.bolognamusicfestival.it

Vado in studio.


Giacomo

lunedì 25 febbraio 2008

Track List

Non in ordine da CD
** da ultimare voci
*da ultimare cori

Settembre
Nuova Identità
La differenza**
Spazio per capire
Dosi
Anime chiare**
Perfetto*
Labirinto**
Il viaggio
Meglio di così
1000 colori**
Il meglio di me

La settimana appare in salita.

mercoledì 20 febbraio 2008

Momenti




Sto ascoltando Pearl Days di Elisa...

Bel pezzo... davvero un bel pezzo...

Mi fa un male sentirlo... ascoltare l'apparente facilità con cui lei canta... la perfetta architettura del pezzo, delle frequenze, il cristallo nascosto dietro quella voce esile e salda allo stesso tempo.

Che male.

E' per questa ragione che non posso fare a meno di ascoltarlo e non posso fare a meno di non ascoltarlo.

E' una tortura. Una tortura.


Giacomo

E' tempo d'immagine

L'immagine dell'albero nel blu, che sicuramente non è passata inosservata nel precedente post, è opera della fotografia e dalla capacità compositiva di Stefania. Stefania è una giovane fotografa che sotto nostra richiesta ha deciso di completare il lavoro dei Mogo con una delle sue opere. E' auspicabile che la collaborazione così fruttuosa fino ad ora, continui. Noi ce lo auguriamo.
Per il momento l'immagine in questione è destinata alla copertina del disco in lavorazione e come sfondo base della home page. Si tratta quindi dell'immagine del disco. Un lavoro che ad oggi ha impiegato 5 mesi di fatiche ma di grandi gioie.

Nell'attesa di vedere applicata alle atmosfere un po' decadenti, retrò ed evocative dei pezzi dei mogo l'immagine della suddetta artista, invito gli avventori di questo blog a visitare il suo album fotografico personale sul sito flickr.

Album

Buona navigazione.

Mogo

venerdì 15 febbraio 2008

la fragilità assunta a piccole dosi


Dosi provino:


http://www.mogo-music.com/album/dosi.mp3

Martedì ho inciso le voci di Dosi. Dosi è un pezzo delicato. La sua interpretazione è basata sulla multitimbricità. La voce deve cambiare timbro tra la strofa e l'inciso e all'interno dell'inciso, molte volte.
Ero stanco, molto stanco. Sono giornate dure al lavoro. Il disco è da 3 mesi in lavorazione. E' un tempo irragionevole per chi ha già pezzi e arrangiamento finiti da anni.
C'è una pressione non indifferente che ci diamo noi, che arriva dall'esterno. Davide sta contemporaneamente lavorando per noi e ultimando il suo disco per il suo contatto.
L'altra sera avevo un inspiegabile patina di segatura tra l'diea della mia voce e quello che sentivo uscire. Sul timbro soffiato non c'erano molti problemi... anzi, alle volte è venuto fuori un graffiato davvero intrigante.
Il momento davvero tragico è stato quando è stato il caso di passare dal timbro flautato a quello in maschera... è in quel caso la voce dovrebbe prendere l'ascensore e salire di quei 14 piani. Suonare in testa, in gola e uscire tra le narici e il labbro superiore... e invece era giù. Nelle caverne di Mordor arpionata dagli artigli degli orchi Marlboro e degli Uruck influenzali. Ci sono molte altre cause a questo... lo stress... la situazione psicologica... l'umore.
La voce è lo strumento più delicato e più legato all'essere umano che esista. Immagino la voce come la vera emissione gassosa dell'anima. Se avesse un colore sarebbe eterogeneno... ci sarebbe una tinta unita di fondo ma poi cambierebbero i contorni, la consistenza e l'aspetto delle venature.
L'altra sera era grigia... i contorni sfumati e irregolari... come avvolta da un banco di nebbia.
Mi sono sentito così inutile. Così inadeguato.
Parlandone con il gruppo e gli amici dopo 2 giorni di distruzione interiore il verdetto era unanime:
"Bè? Capita una giornata no!!"....

Uh... azz non ci avevo pensato. Però molti dubbi mi attanagliano ancora.
Alle volte penso che questo disco sarà il mio ultimo tentativo da interprete/autore.

Giacomo