Alessandro ha ragione.
Lo studio è una splendida esperienza.
Io aggiungerei anche che si tratta di un momento intenso. Che amplifica le emozioni. Soprattutto la paura. Soprattutto l'insicurezza. Per quanto si stia incidendo pezzi che hai suonato e cantato milioni di volte, quando sei dietro quel vetro tutto appare più sfaccettato e tutto sembra discutibile, analizzabile. Contestabile. La tecnologia aiuta ma non basta e ti ritrovi faccia a faccia con un autocritica feroce.
Lo studio è il momento della verità. La prova del nove.
La speranza è quella di riuscire a comunicare tutto quello che vuoi comunicare...
E con il tempo la speranza diventa un'ossessione.
Giacomo
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